Cronache e meraviglie di mare
nelle copertine delle riviste illustrate

 Museo della Marineria – Cesenatico
4 dicembre 2005 – 8 gennaio 2006

 Comunicato stampa

Cronache e meraviglie di mare è il titolo della suggestiva e interessante mostra che il Museo della Marineria di Cesenatico propone dal 4 dicembre al 8 gennaio, in occasione delle manifestazioni del Presepio della Marineria. Nei nuovi locali della Sezione a Terra inaugurata la scorsa estate, sarà esposta una straordinaria collezione di immagini originali a tema marittimo provenienti dalle copertine di rare riviste illustrate  italiane e francesi dal 1880 al 1960.

Prima dell’avvento dei reportage fotografici e filmati, i fatti di cronaca sono stati raccontati agli occhi dei lettori attraverso le rappresentazioni che figuravano sulla prima pagina e sulla quarta di copertina delle riviste illustrate, come “La Domenica del Corriere”, “La Tribuna Illustrata”, “L’Illustrazione del Popolo” e, all’estero, il “Journal des Voyages”, il “Petit Journal Illustré”, e molti altri. Autori di queste illustrazioni erano artisti come Achille Beltrame, Walter Molino, Vittorio Pisani, Ugo Matania, per citare solo gli italiani, nei cui lavori l’elemento di cronaca è spesso solo il pretesto per la realizzazione di opere dove sono ben visibili echi e tramandi della grande tradizione pittorica.

La mostra al Museo della Marineria propone oltre cento illustrazioni originali che riguardano, appunto, “cronache” o “meraviglie” di mare, elemento da sempre al centro delle avventure e delle fantasie umane. Non stupisce, allora, trovare accanto alle notizie di naufragi, esplorazioni, ed altri avvenimenti che emozionavano un’opinione pubblica ancora non desensibilizzata, anche illustrazioni che sembrano avere a che fare, più che con il racconto della realtà, con l’immaginario e le paure collettive: assalti di mostri marini (prima fra tutti l’onnipresente piovra gigante), incontri con vascelli fantasma, insolite piogge di pesci.

La mostra si avvale della preziosa collaborazione con l’Istituto di Ricerche sulle Arti e il Folclore “Arturo Graf” di Bologna, nella persona del suo Presidente Giordano Berti, che ha curato il progetto della mostra e reperito i numerosi pezzi esposti.

L’organizzazione è del Museo della Marineria e dell’Ufficio Turismo del Comune di Cesenatico, in collaborazione con Gesturist Cesenatico S.p.A.

Il catalogo della mostra è disponibile in vendita al bookshop del Museo della Marineria.

La mostra è aperta con il seguente orario:
- nelle giornate del 4, 8, 10, 11 dicembre: dalle 15 alle 19
- tutti i giorni dal 17 dicembre al 8 gennaio: dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.

Inaugurazione: 4 dicembre, ore 15.30

Ufficio stampa: museomarineria@cesenatico.it

 

PRESENTAZIONE

 

Le recente testimonianza fotografica dell'incontro di uno scienziato giapponese, Tsunemi Kubodera, del Museo Nazionale delle Scienze, con un Arthiteuthis rex, un calamaro lungo otto metri, riporta all'attualità antiche leggende marinaresche che parlavano di scontri con il mitico kraken, il calamaro gigante. Questo è uno dei temi portanti di un’esposizione avvincente e divertente al tempo stesso, curata dall’Istituto Graf di Bologna e dal Museo della Marineria di Cesenatico, visitabile dal 4 dicembre 2005 all’8 Gennaio 2006. Si tratta di una straordinaria collezione di rare riviste illustrate, italiane e francesi, dal 1880 al 1960, che riportavano notizie di emozionanti esplorazioni negli oceani di tutto il mondo, avventure artiche e antartiche, avvistamenti di vascelli fantasma, scontri con calamari giganti, branchi di famelici pescicani e balene infuriate, cronache di pesche fortunate e di tragici naufragi e faticosi salvataggi.

 

Il mare, da sempre, è l’elemento avventuroso per eccellenza, luogo di misteri insondabili, ricettacolo di meraviglie irraggiungibili. Secondo molte leggende, sul fondo degli oceani giacciono mostri spaventosi che, pur sconfitti all’alba dai tempi dagli dei solari, attendono di combattere la battaglia finale per il dominio cosmico.

Questi esseri erano, in certa misura, l’espressione delle forze spaventose che si manifestano nel mare (trombe marine, tifoni, maremoti e così via) inghiottendo i natanti come enormi bocche che emergono dalle acque ribollenti, ma erano anche la rappresentazione ingigantita di animali realmente esistenti, come balene, orche e piovre, con le quali gli antichi marinai dovettero scontrarsi.

Oltre ai mitologi, anche gli storici e i geografi dell’antichità classica contribuirono a diffondere la paura nei confronti del mare e dei suoi segreti abitanti. A costoro (in particolare a Plinio il Vecchio, a Eliano e a Solino) si rifecero i primi enciclopedisti medievali (Marziano Capella, Isidoro di Siviglia e Rabano Mauro) le cui opere, benché fondamentali nella diffusione del sapere, contribuirono anche a tramandare la credenza negli animali fantastici, sia terrestri e celesti, sia marini.

Per lungo tempo queste furono le uniche fonti di informazione; così, le mirabolanti notizie geografiche, zoologiche e teratologiche rimbalzarono pressoché immutate nei secoli successivi. Ancora nel Rinascimento vi furono eminenti cosmografi, come Sebastian Münster e André Thévet, che riportavano queste leggende arricchendole con spaventose raffigurazioni.

Nella stessa epoca alcuni naturalisti, primi fra tutti Ippolito Salviani e Guillaume Rondelet, avviarono la classificazione di tutte le specie ittiche conosciute. Ma sino alla metà del Seicento, nei trattati sui pesci marini si trovano notizie di rinvenimenti ai quali si stenta a credere, come quel mostro pescato in Norvegia che fu chiamato “pesce-monaco” per il suo viso umano; oppure di balene credute isole, o anche di un “pesce-vescovo” e di enormi serpenti marini nella cui esistenza credevano ancora molti marinai nell’Ottocento.

La scienza, dal Settecento in avanti, fece piazza pulita di tutti gli esseri mitologici cancellandoli definitivamente anche dai margini delle carte oceanografiche, dove continuavano a essere inseriti a scopo decorativo. Ma per lungo tempo ancora, stando alle testimonianze di pescatori e marinai, i mari di tutto il mondo hanno continuato a brulicare di mostri: serpenti mastodontici, balene ferocissime, piovre e kraken, i temutissimi calamari giganti dei quali la parla periodicamente anche la comunità scientifica.

Queste credenze, alimentate dalla superstizione e dalla paura in certi momenti di particolare gravità, spesso trovarono conferma nei ritrovamenti, sulle spiagge, dei resti di grossi pesci resi irriconoscibili dalla decomposizione, ma anche in notizie di scontri con animali marini particolarmente aggressivi.

Alle dicerie si accodarono i redattori delle riviste popolari i cui articoli, volutamente enfatici, erano corredati da illustrazioni altrettanto esagerate. In certi casi non era neppure realizzato un redazionale ma solo una breve didascalia: si sbatteva “il mostro in prima pagina”, o in quarta di copertina, con la certezza che il pubblico avrebbe abboccato all’amo.

Ma il mare non stimola solo paure, perché le acque sono anche fonte di vita. Ed ecco sorgere, tra i popoli marinareschi, un altro genere di leggende: racconti di prodigiose pesche, inusitate mattanze di tonni e catture di giganteschi cetacei, capaci di sfamare centinaia di persone, e persino piogge di pesci, cacce ai delfini e stragi di foche, un tempo acerrimi nemici dei pescatori. Anche questi episodi furono accuratamente documentati e illustrati nelle riviste popolari del secolo scorso.

Ventre molle del mondo, culla della vita e al tempo stesso tomba liquida, il mare sembra restituire di tanto in tanto i fantasmi del passato: relitti di navi, che coraggiosi palombari o incoscienti avventurieri cercano di recuperare antichi, oppure antichi velieri che ancora navigano, guidati dagli scheletri di marinai che, per qualche grave motivo, furono colpiti dalla punizione divina.

Non bisogna dimenticare che il mare è una metafora della ricerca di sé, ma soprattutto un mezzo di comunicazione fra i popoli, una strada aperta in ogni direzione, un luogo di sfida con la natura, uno spazio di ricerca dell’ignoto che giace sepolto nelle profondità oceaniche come tra i ghiacci dell’Artico.

Sono questi, in sintesi, gli argomenti di cui tratta la mostra "Cronache e meraviglie di mare”, curata dall’Istituto Graf di Bologna e dal Museo della Marineria di Cesenatico. Si tratta di 100 rare copertine originali di riviste italiane e francesi: Journal des Voyages, Petit Journal Illustré, Soleil du Dimanche, A Travers le Monde, Tribuna Illustrata, Giornale Illustrato dei Viaggi, Illustrazione del Popolo, Secolo Illustrato, Domenica del Corriere, Mattino Illustrato. La mostra è composta da due parti, a loro volta divise in varie sezioni: IL CONFRONTO CON IL MARE (Avventure nei mari artici e antartici; Naufragi, speronamenti e salvataggi; I vascelli fantasma; Il lavoro dei palombari; Giochi sull’acqua). IL RAPPORTO CON GLI ANIMALI (Spiaggiamenti di mostri marini; Mostri tentacolari; Strani pesci dell’abisso; Squali e altri pesci assassini; Balene, delfini e foche; Pesche straordinarie).

Bastano questi riferimenti per rendersi conto che si tratta di un’esposizione avvincente e divertente al tempo stesso, fatta di immagini talvolta fantasiose oppure assolutamente realistiche, spesso di grande valore artistico, ancor più che documentario. Tra le illustrazioni spiccano i nomi di grandi maestri come Achille Beltrame (1871-1945), Ugo Matania (1888-1979), Vittorio Pisani (1899-1974) e Walter Molino (1915-1997), per citare solo gli italiani più noti. Sarà anche interessante osservare l’evoluzione della grafica dal 1880 al 1960, come pure il confronto tra gli stili adottati dalle diverse riviste. Ma sopratutto, emerge il mistero del mare, ultima barriera fisica che il pianeta Terra frappone alle possibilità umane, estremo confine tra il conoscibile e l’ignoto che si cela negli abissi.

 Giordano Berti (Presidente Istituto Graf e curatore della mostra)

 

MOSTRA ORGANIZZATA DA
Museo della Marineria – Cesenatico; Comune di Cesenatico

CURA DELL’ESPOSIZIONE
Istituto Graf, Bologna

PROGETTO SCIENTIFICO
Giordano Berti

ALLESTIMENTO
Etta Stoico

CATALOGO
Edizione del Comune di Cesenatico, a cura di Giordano Berti
Saggi di Santo Alligo, Giordano Berti, Giancarlo Costa

 

Prefazione al catalogo della mostra

 

Il mare, come ci ricordano scrittorie e poeti, è il nostro più grande serbatoio di avventure, paure, fantasie. Joseph Conrad, in uno dei suoi libri più belli e più “marinareschi”, Lo specchio del mare, definiva l’oceano come “complice dell’umana irrequietudine”, ed è a tutti evidente che, prima che i viaggi nello spazio creassero una nuova frontiera, il “limite estremo” (per usare un altro titolo conradiano) era costituito dall’esperienza dell’andar per mare. Si imbarca, giovinetto, Jules Verne, subito riacciuffato dal padre; si imbarca Arthur Rimbaud, per più irrimediabili avventure; più vicino a noi, sul nostro Adriatico, si imbarca Giovanni Comisso insieme ai pescatori chioggiotti.

Il Museo della Marineria di Cesenatico, pur nella scientificità e nel rigore della sua impostazione, non ha mai voluto rifiutare questa dimensione di fascinazione connaturata al mare. Anzi, fin dall’inizio, ha voluto porsi un duplice obiettivo, ben visibile peraltro anche nelle scelte di allestimento della nuova Sezione a Terra: da una parte, svolgere il proprio compito di museo etnografico, e cioè raccontare attraverso reperti e testimonianze di varia natura la “cultura materiale” della marineria a vela dell’Adriatico; e dall’altra parte, però, riportare alla luce e coltivare proprio quell’universo immaginativo e simbolico che da sempre gli uomini ritrovano nel mare. 

Un obiettivo, quest’ultimo, che si adatta particolarmente alle mostre che accompagnano, in estate e durante il periodo natalizio, il lavoro “permanente” del Museo. Fin dalla prima mostra Occhi e fari, svolta ormai più di vent’anni fa, l’attività espositiva del Museo della Marineria ha sempre voluto proporre temi popolari e divulgativi, come mostrano anche i titoli più recenti: Avventure di palombari, nel 1998, dedicata alla storia delle immersioni subacquee; Per grazia ricevuta, nel 2003, una lettura trasversale di quegli straordinari documenti di arte, devozione, antropologia che sono gli ex voto marittimi; Mare di carta, nel 2004, con decine di opere di illustratori di barche tradizionali adriatiche. 

La mostra Cronache e avventure di mare, che viene proposta nell’occasione del Presepio della Marineria 2005/2006, è senz’altro tra le più interessanti che siano mai approdate qui a Cesenatico, perché saltando parecchie delle nostre abitudini visive e mediazioni culturali, stabilisce un contatto diretto con i depositi inconsci delle nostre fantasie. Gli autori delle copertine in mostra avevano il difficile compito di raffigurare notizie di avvenimenti in cui il dato di realtà giungeva – è lecito pensarlo - già molto mescolato alla dimensione narrativa e fantastica. L’illustrazione dunque si appoggia, più che alla notizia, agli esempi e ai canoni della grande tradizione pittorica, come è facile rendersi conto guardando alcune delle copertine in mostra. È fatale, così, che ogni scena di naufragio faccia i conti, più che con la realtà cruda e “fotografica” dell’accaduto, con la Zattera della Medusa di Gericault; o che la narrazione dell’incontro con una piovra gigante si riallacci alle incisioni di Dorè per un’opera letteraria come La ballata del vecchio marinaio di Coleridge. 

In ogni caso, lasciando agli specialisti il loro lavoro, si tratta di illustrazioni che appartengono ancora alla nostra sensibilità più originaria ed ingenua, meno viziata dai miliardi di fotogrammi di “realtà” che ci bombardano quotidianamente dagli schermi televisivi. Una mostra, dunque, da guardare ad occhi aperti, lasciandosi trasportare da “Cronache e meraviglie” alle quali, una volta tanto, è piacevole far finta di credere.
 

Bruno Ballerin
Presidente Comitato Scientifico
Museo della Marineria Cesenatico
Davide Gnola
Responsabile Musei e Biblioteca
Comune di Cesenatico

 

Immagini alta risoluzione (Jpeg 300 DPI) utilizzabili

www.museomarineria.eu